L’algoritmo del desideri: vizi e virtù del formato digitale – parte 2

L’algoritmo può fare due cose: guidare a suggerire. La differenza tra queste due funzioni sta nel nostro atteggiamento verso il suo lavoro. Ci fidiamo ciecamente o andiamo più in là? Ci chiediamo “perché” ci venga proposto un testo invece che un altro? Facciamo verifiche incrociate? Da questa partecipazione consapevole dipende l’utilità di internet. Qualche tempo fa ho acquistato un libro in inglese e ne ho messi due, di argomento analogo, nella lista dei desideri. Dopo pochi giorni, volevo verificare se un certo libro ottocentesco fosse stato tradotto in italiano o meno. Non lo trovavo nella nostra lingua. Francesca invece l’ha trovato subito, al primo posto con le stesse chiavi di ricerca. Ho eseguito di nuovo il “search” anche io e ho notato che appariva anche a me, ma dopo due pagine e tra testi già non più attinenti alle parole chiave. L’algoritmo aveva registrato la mia preferenza per l’inglese e aveva automaticamente nascosto ciò che davvero cercavo…
SM

L’algoritmo del desideri: vizi e virtù del formato digitale – parte 1

Io sono una lettrice digitale. Il che, per alcuni intellettuali, mi qualifica come di serie B o – pensato ma non detto – come “ignorante”. Che poi io su Kindle mi sia riletta vari romanzi di Dostoevskij, perché ho poco spazio, pochi soldi e mal di schiena, per tali esperti non conta: il fatto che non fumi la pipa in un salotto antico e pieno di libri mi toglie l’allure della preparazione. Eppure il digitale è un formato come un altro – veicola un messaggio, ossia il libro, che non cambia contenuto tra la carta i byte. E la modalità di fruizione, ossia la decodifica del testo scritto tramite la lettura, è la stessa – e sempre di più si va a diffondere. Perché le case sono piccole, i costi dell’ebook più contenuti,  se leggi in lingua straniera c’è il vocabolario incorporato, se fai le ore piccole hai la retroilluminazione ed eviti il divorzio, se hai problemi di vista puoi cambiare le dimensioni e il carattere del testo.
L’unica criticità del digitale è la sua reperibilità, al momento limitata agli store online. Questo richiede alcune competenze che non tutti hanno o non tutti vogliono avere – sebbene convenga  acquisirle, a prescinderla dalla scelta di usarle o meno – e delle accortezze nella ricerca. Perché, per trovare ciò che vuoi, devi fare i conti con l’algoritmo. E, mentre lo sfidiamo, lui ha già fatto i conti su di noi. In tasca e nei nostri gusti. Ma di questo misterioso terzo incomodo tra noi e l’ebook parleremo la prossima settimana.
SM

Vederli volare

Quando una cliente che hai seguito con cura e incoraggiato con amore, perché credesse in se stessa e nelle proprie capacità di miglioramento, viene contattata da una casa editrice… beh, ci si sente un po’ come mamma chioccia che vede il pulcino cantare al sorgere del sole. Soddisfatte, un po’ commosse, pronte a dire: canta ancora; più forte.

SM

Lista di libri letti: si fa ma non si dice?

Da qualche anno è uso tenere traccia dei libri letti durante un dato periodo, con il supporto delle più disparate tecnologie. C’è chi, come la sottoscritta, si accontenta di un truce foglio Excel, ma esistono siti come Goodreads o Anobii che ospitano sezioni apposite, e non mancano applicazioni che permettono di arricchire il proprio profilo social. Ch più ne ha, più ne metta. A fine 2019 condivisi la lista dei libri letti nell’anno su un gruppo dedicato, per dare il mio contributo alla discussione. Con altri iscritti confrontammo i titoli scelti e ci scambiammo informazioni sull’esperienza che ne avevamo tratto, sotto vari punti di vista: emozioni, apprendimento, tempo necessario, eventuali ostacoli, ma anche sulla fruibilità del formato, sul luogo e il momento di acquisto… Insomma, fu uno spunto per parlarne e per parlare. Quest’anno le cose sono andate diversamente. Continue reading

Writer’s dream è morto? No. E, in ogni caso, evviva Writer’s dream

Ha fatto la storia dell’editoria dalla parte degli emergenti negli ultimi anni. È stato il primo posto dove gli autori potevano confrontarsi apertamente su storture e brutte sorprese. Spesso ci si arrivava per disperazione e soprattutto all’inizio ci si arrivava troppo tardi, ma si trovava sempre chiarezza. Writer’s Dream è un forum in cui autori, editori, aspiranti tali, insomma pollici blu-inchiostro in generale si incontravano scambiandosi senza filtri né remore notizie sul mondo di chi delle storie fa un mestiere. O quasi. Certo non solo: laboratori di scrittura, scambi di idee erano parte del progetto, ma inutile negare che fossero i “dietro le quinte” a scaldare gli animi.
A differenza di articoli e interviste magari ottimamente indicizzati, Writer’s Dream in quanto forum era sempre aggiornato. Così potevi scoprire che l’editore bravissimo e consigliatissimo nella prima pagina di Google, nel giro di pochi anni è diventato prima a doppio binario e poi a pagamento. O identificavi prima che fosse troppo tardi chi si fa saltare la mosca al naso per nulla. O chi ammetteva candidamente limiti, difficoltà, progetti fermi e speranze di rilancio. Sono sempre da apprezzare, quelli.
Unica critica che ho sempre mosso alla comunità era il vizio, poi esploso sui social, di mettere gli autori alla berlina, stigmatizzarne il percorso, in cerca di blanda esternalità posizionale che porti un passo avanti in una guerra tra poveri. Una delle tante vie in cui i creativi si depotenziano, affrontando l’uno contro l’altro gli stessi problemi.

Se il forum Writer’s Dream dal 1/02/2021 resterà in sola consultazione, il suo spirito originale è stato ripreso dalla fondatrice su:
https://ultimapagina.net/forum/