L’algoritmo del desideri: vizi e virtù del formato digitale – parte 2

L’algoritmo può fare due cose: guidare a suggerire. La differenza tra queste due funzioni sta nel nostro atteggiamento verso il suo lavoro. Ci fidiamo ciecamente o andiamo più in là? Ci chiediamo “perché” ci venga proposto un testo invece che un altro? Facciamo verifiche incrociate? Da questa partecipazione consapevole dipende l’utilità di internet. Qualche tempo fa ho acquistato un libro in inglese e ne ho messi due, di argomento analogo, nella lista dei desideri. Dopo pochi giorni, volevo verificare se un certo libro ottocentesco fosse stato tradotto in italiano o meno. Non lo trovavo nella nostra lingua. Francesca invece l’ha trovato subito, al primo posto con le stesse chiavi di ricerca. Ho eseguito di nuovo il “search” anche io e ho notato che appariva anche a me, ma dopo due pagine e tra testi già non più attinenti alle parole chiave. L’algoritmo aveva registrato la mia preferenza per l’inglese e aveva automaticamente nascosto ciò che davvero cercavo…
SM

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