Scrivere un romanzo storico: trucchi e suggerimenti

Diciamocelo: il genere storico sta tornando di moda. Forse ha ancora pochi appassionati disposti a esplorarne tutte le declinazioni, ma spopola tra i lettori forti, che compensano la loro scarsità numerica con una consistente fame di libri. In una serie di post suggerirò alcuni trucchi e sottolineerò altrettante criticità a beneficio degli autori che hanno deciso di cimentarsi in questo genere di narrativa.
Prima puntata: il romanzo storico e i suoi nemici invisibili
immagine di Spicetree678 – uso gratuito su Pixabay

Attenzione, attenzione e ancora attenzione ai dettagli anacronistici che rovinano la magia del racconto e abbassano il valore del testo.

– Le unità di misura: che si tratti di pesi, distanze o dello scorrere del tempo… occhio! Quelle del passato non sono identiche alle nostre. Ad esempio, il sistema metrico decimale è stato adottato in Italia nel 1861, in  Francia quasi un secolo prima.
Anche nelle descrizioni figurate e nei pensieri dei personaggi, certe categorie risultano anacronistiche. Per cui, ricordatevi di esplorare un luogo palmo a palmo o in lungo e in largo; certo non ogni centimetro o al millimetro.
Attenzione anche alle descrizioni della percezione del tempo. Capì che erano trascorsi pochi secondi è una frase adatta a un contesto moderno. Tra gli Egizi o nel Medioevo, non si sarebbe “pensato” in secondi ma in istanti, attimi, soffio, stagioni, lune, semine, battito e via dicendo.
Donne dududù. Sì, ribelli ce ne sono sempre state. Ma devono restare l’eccezione e non la regola, altrimenti smettono di essere ribelli e diventano nostre contemporanee trapiantate narrativamente in un’altra epoca. A meno che non sia il sottogenere a richiedere un certo tipo di protagonista femminile, attenzione a non esagerare.
Corollario di quanto detto sono i canoni di bellezza, diversi per ogni periodo. Mentre noi siamo disposti a usare lenti a contatto colorate, alla mia matrona vengono rimproverati gli occhi azzurri, perché i romani li preferivano castani: avere “occhi di mucca”, placidi e profondi, era il massimo del fascino.

Ricordiamoci che vita sottile e sedere mascolino in altre epoche equivalevano a malattia, non ai soldi per il chirurgo plastico e il personal trainer. Ricordiamoci anche la contraccezione e i suoi limiti. Lo so, il realismo è davvero poco poetico, soprattutto in certi campi, ma il romanzo storico lo esige, altrimenti ci si può orientare su ambientazioni di epic fantasy o steam punk e prendere quel che della storia è funzionale alla nostra idea.

– La scoperta dell’America. Massima cautela quando si citano piante, cibi, animali in testi ambientati prima del 1492… Non è corretto inserire pomodori, zucchero e altro quando e dove non potevano esserci. Se c’è un’eccezione alla regola del vero, questa deve essere giustificata in maniera plausibile, credibile e in armonia con la trama. Tra l’eccezione e l’arrampicata sugli specchi c’è una differenza evidente. È sempre meglio fare una verifica ulteriore e nutrire più dubbi che certezze: il nostro mondo è cambiato sotto tantissimi aspetti, da quando Colombo ha sbagliato strada…

Questi sono solo alcuni piccoli suggerimenti per evitare anacronismi grossolani ma, fidati, nonostante la minuzia qualche svista capita a chiunque. Siate affamati, siate folli cercatori. Buona scrittura!

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