Writer’s dream è morto? No. E, in ogni caso, evviva Writer’s dream

Ha fatto la storia dell’editoria dalla parte degli emergenti negli ultimi anni. È stato il primo posto dove gli autori potevano confrontarsi apertamente su storture e brutte sorprese. Spesso ci si arrivava per disperazione e soprattutto all’inizio ci si arrivava troppo tardi, ma si trovava sempre chiarezza. Writer’s Dream è un forum in cui autori, editori, aspiranti tali, insomma pollici blu-inchiostro in generale si incontravano scambiandosi senza filtri né remore notizie sul mondo di chi delle storie fa un mestiere. O quasi. Certo non solo: laboratori di scrittura, scambi di idee erano parte del progetto, ma inutile negare che fossero i “dietro le quinte” a scaldare gli animi.
A differenza di articoli e interviste magari ottimamente indicizzati, Writer’s Dream in quanto forum era sempre aggiornato. Così potevi scoprire che l’editore bravissimo e consigliatissimo nella prima pagina di Google, nel giro di pochi anni è diventato prima a doppio binario e poi a pagamento. O identificavi prima che fosse troppo tardi chi si fa saltare la mosca al naso per nulla. O chi ammetteva candidamente limiti, difficoltà, progetti fermi e speranze di rilancio. Sono sempre da apprezzare, quelli.
Unica critica che ho sempre mosso alla comunità era il vizio, poi esploso sui social, di mettere gli autori alla berlina, stigmatizzarne il percorso, in cerca di blanda esternalità posizionale che porti un passo avanti in una guerra tra poveri. Una delle tante vie in cui i creativi si depotenziano, affrontando l’uno contro l’altro gli stessi problemi.

Se il forum Writer’s Dream dal 1/02/2021 resterà in sola consultazione, il suo spirito originale è stato ripreso dalla fondatrice su:
https://ultimapagina.net/forum/

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